Picasso Contro Picaro, Corte Di Giustizia Conferma Prima Sentenza

La Corte di Giustizia Europea ha confermato che PICASSO è percepito come il nome di un pittore famoso, ed è quindi concettualmente differente da PICARO. Inoltre, PICASSO non può considerarsi dotato di elevato carattere distintivo, non essendo plausibile che, nel contesto dell’acquisto di veicoli, il marchio possa prevalere sul nome del pittore nella percezione del consumatore medio.

La Corte di Giustizia Europea ha confermato la sentenza del proprio Tribunale di Primo Grado nella sentenza PICASSO/PICARO, emessa il 12 gennaio 2006 nella causa C-361/04.

Il Tribunale aveva essenzialmente ritenuto, con sentenza del 22 giugno 2004 nel procedimento T-185/02, che la registrazione comunitaria anteriore per il segno denominativo PICASSO, riguardante fra l’altro i veicoli a motore, non potesse essere utilizzata per impedire la registrazione, sempre per veicoli a motore, del segno denominativo PICARO dal momento che, sebbene i due marchi abbiano un certo grado di somiglianza visiva e auditiva, sono concettualmente diversi poiché il nome Picasso è particolarmente noto presso i consumatori in quanto riferito ad un famoso artista spagnolo. Inoltre, occorre tenere in considerazione il grado di attenzione del consumatore medio, che nel momento dell’acquisto di un veicolo a motore è particolarmente alto e dunque contribuisce ad escludere il rischio di confusione.

Gli eredi Picasso, proprietari del marchio registrato PICASSO, avevano proposto ricorso di fronte alla Corte di Giustizia Europea, sostenendo che nella sentenza del Tribunale di Primo Grado erano state applicate erroneamente le norme e la giurisprudenza comunitarie relative ai marchi. In particolare, gli eredi Picasso avevano invocato la giurisprudenza della stessa Corte di Giustizia secondo la quale più il marchio possiede un elevato carattere distintivo, sia intrinsecamente, sia a causa della sua notorietà sul mercato, più è ampia la tutela spettante a quel marchio.

La Corte di Giustizia ha invece confermato la decisione del Tribunale e respinto il ricorso, con la motivazione che la notorietà del pittore Pablo Picasso è tale che non è plausibile ritenere, in assenza di indizi concreti in senso contrario e gli eredi Picasso non ne avevano forniti – che il segno PICASSO, quale marchio per veicoli, possa sovrapporsi, nella percezione del consumatore medio, al nome del pittore di modo che tale consumatore, di fronte al segno PICASSO nel contesto dei prodotti di cui trattasi, astragga d’ora in avanti dal significato del segno relativo al nome del pittore e lo percepisca principalmente come un marchio, tra gli altri, di veicoli.

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