DAL 1988 AL 1998: 10 ANNI PER IL CORO “MADDALENA DI CANOSSA”

DAL 1988 AL 1998: 10 anni per il coro

Maddalena di Canossa

Giovedì, 12 novembre, il Coro “Maddalena di Canossa” ha festeggiato i suoi primi 10 anni di vita. Si è incontrato con una piccola, ma affettuosa cerchia di simpatizzanti ed ex coriste, presso la chiesa delle Canossiane. Il parroco ha celebrato la liturgia di ringraziamento esprimendo la sua stima e il suo apprezzamento per questo gruppo di 15 signore che animano la liturgia domenicale nella chiesa di S. Rocco.

Ma è proprio dalle Canossiane che il coro si è formato, in occasione del 60° anniversario dei voti solenni di madre Rosa Fontana, da qualche anno scomparsa. Ci fu, in quell occasione, una gara affettuosa fra le ex allieve dell Oratorio e della Scuola per preparare una solenne S. Messa che ricordasse la vita religiosa di questa madre, che operò in Arzignano per più di 45 anni. Quel “coro”, nato in un occasione così speciale, scoprì la gioia dello stare insieme, il gusto di cantare e, sollecitato dalle stesse madri, continuò la sua preparazione settimanale e offrì il suo servizio liturgico. La S. Messa, inizialmente celebrata presso la chiesa di S. Bernardino, fu in seguito trasferita a S. Rocco, appena furono ultimati i lavori di restauro di tale chiesa votiva.

Ora il coro è ufficialmente “in organico” a S. Rocco, stimato ed apprezzato dai fedeli di questo quartiere. Si deve al maestro Guido Caldonazzo, già direttore della Banca Cattolica cittadina e organista “per diletto” alle Canossiane, la trasformazione di quelle voci inesperte in sensibili interpreti di canti polifonici, di inni religiosi popolari e di alcune preghiere cariche di poesia, tratte dal repertorio dei “Crodaioli”. Dopo il viaggio a Roma per la santificazione di Maddalena di Canossa, avvenuta il 12 ottobre dello stesso 1988, il gruppetto di ex allieve si trovò battezzato con questo nome, che porta con orgoglio e gioia. Proprio la sera del 12 novembre ha riproposto il canto che è un po la sua bandiera, scritto appositamente dal maestro Bepi De Marzi per quel primo viaggio a Roma:

Maddalena dei sofferenti,

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