PREZZI PRODUZIONE -0,2% A GIUGNO

PREZZI PRODUZIONE -0,2% A GIUGNO

Per l’Istat questo contenimento è dovuto in larga parte al gas

ROMA – Continua il contenimento dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali, ed è dovuto in larga parte alla riduzione del prezzo del gas. Lo annuncia l’Istat spiegando che la variazione a giugno è stata del -0,2% (-0,4% a maggio) con un aumento tendenziale del 2,3% (+2,9% a maggio).

Al netto delle componenti prodotti petroliferi ed energia elettrica, gas e acqua, la variazione congiunturale – aggiunge l’Istat – è pari a zero mentre quella tendenziale si attesta a +1,6%. La variazione della media dell’indice generale negli ultimi 12 mesi rispetto a quella riferita all’indice dei 12 mesi precedenti è risultata invece pari a +5,3%. Tra i diversi settori di attività economica la variazione congiunturale più consistente si registra alla voce energia elettrica gas e acqua per effetto soprattutto della riduzione dei prezzi del gas che risentono dell’andamento dei prezzi del petrolio sul mercato internazionale: la variazione mensile è di -1,4% (+8,1% il tendenziale).

In calo anche la voce prodotti delle miniere e delle cave (-0,5% e +5% il tendenziale), e quella relativa a prodotti alimentari bevande e tabacco scesa a giugno dello 0,3% per effetto soprattutto della riduzione dei prezzi delle carni fresche. In calo dello 0,6% la voce prodotti petroliferi raffinati per la riduzione dei prezzi delle benzine, del gpl in parte bilanciato però dai rialzi segnati dai prezzi del gasolio. La variazione congiunturale più alta si ha invece per i prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+1,2% a giugno) e dipende dagli aumenti dei prodotti per le costruzioni e sopratutto cemento, calce e gesso. Passando all’analisi per destinazione economica dei prodotti l’Istat segnala che per i prezzi dei beni finali di consumo è stato registrato a giugno un +0,1% sul mese precedente, per quelli dei beni finali di investimento non è stata registrata nessuna variazione mentre i beni intermedi hanno segnato un calo dello 0,4% per l’effetto combinato del calo dei prodotti energetici e dei prezzi di altre materie prime (tessili, chimiche, chimiche e pastacarta).

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