ZUCCHE DA PRIMATO

A Murta la sagra che celebra le più buone e strane cucurbitacee della Liguria

MURTA (GENOVA) – La zucca da Guinness è sicuramente qui, tra le case del paese arroccato su per la Valpolcevera, alle spalle di Genova, dove è più forte e profonda la tradizione dei contadini che coltivano le più buone e strane cucurbitacee della Liguria. Entrare nel

Guinness

è uno dei sogni degli abitanti di Murta, che in cento si sono messi anche quest’anno al lavoro fin da settembre per preparare la sagra dedicata alla zucca. Perchè di zucche speciali si parla in questa rassegna che si svolge in due fine settimana (il secondo e ultimo è quello prossimo) e per organizzazione e presenze è considerata una delle più importanti tra quelle realizzate nel Nord Italia. A scoprire le zucche con le forme più strane, quelle più pesanti, quelle più grandi, sono attese anche quest’anno almeno

10 mila persone

, tra appassionati della cucina a base di cucurbitacea, curiosi e esperti gastronomi. La festa è già iniziata, dunque, ma riserverà ancora molte sorprese perchè le iniziative che ruotano intorno alla mostra vera e propria sono infinite, a partire dal tema scelto quest’anno dagli organizzatori, Attilio Parodi e la moglie in testa:

«zucche ed energia solare, Murta i suoi mulini»

. La volontà degli abitanti del paese è di attirare l’attenzione su un tema molto caro a chi vive a stretto contatto con la natura e ha perciò ancora molto rispetto per l’ambiente, quello delle fonti di energia alternative al petrolio, e in questo caso anche rinnovabili, come quelle prodotte attraverso l’uso sapiente del sole e dell’acqua. Murta e la Valpolcevera erano in passato ricche di mulini che davano forza alle mole per la lavorazione del grano (alcuni sono ancora visibili oggi nella zona), da qui la scelta di riproporre un uso ‘sostenibile’ delle risorse naturali. Le zucche crescono e raggiungono dimensioni enormi assorbendo

l’energia del sole

, è il ragionamento degli organizzatori della rassegna, quello stesso sole che può scaldare una serra se si utilizzano pochi pannelli solari. Il messaggio della valle viene raccolto dai media, non solo quelli locali, e rilanciato un po’ in tutto il mondo. A Murta sono attesi infatti quest’anno anche giornalisti di televisioni nazionali e straniere, tra cui quella tedesca, che vogliono approfondire il discorso e godersi tutto il

folklore

che la festa può offrire. Uno dei momenti clou delle quattro giornate dedicate alla zucca è il concorso tra grandi chef che vengono a Murta per preparare piatti in tema, mettendo a punto le migliori

ricette a base di cucurbitacea

, cui seguono naturalmente grandi assaggi da parte dei visitatori. Tra gli stand della rassegna si aggirano poi le giurie che devono premiare ad esempio i fiorai genovesi per le

opere d’arte floreali

che ornano le più belle vetrine dedicate a questo appuntamento autunnale. Alla festa si dedica con grande partecipazione anche il parroco di Murta, successore del sacerdote che oltre quindici anno fa si inventò la rassegna insieme con i concittadini. La spinta a organizzare una sagra venne infatti dalla necessità di raccogliere fondi per i lavori di restauro della chiesa di S.Martino. Si pensò a unire funghi e zucca, ma il proliferare di feste dedicate ai primi fece spostare la sagra verso tutto ciò che riguarda le cucurbitacee, dall’aspetto gastronomico a quello estetico e ornamentale. Perchè le zucche, si sa, possono avere le forme più strane, e sono perciò adatte a creare ornamenti o addirittura oggetti d’arredo,

piccoli capolavori di artigianato

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