RITMI SOUL PER IL NUOVO ALBUM DI ZUCCHERO

Si chiama “Shake” l’ultimo lavoro del cantante veneto che uscirà il 14 di settembre.

CANARO (ROVIGO) – Passano gli anni, il tarlo della black-music è costante nei lavori di Zucchero come «Shake», il nuovo lavoro che uscirà il 14 settembre e a cui seguirà, nel 2002, una tournee che inizierà a metà febbraio per concludersi a dicembre, dopo aver fatto il giro del mondo. Adelmo «Sugar» Fornaciari ha scelto la campagna polesana per presentare le undici canzoni del cd contaminate da armonie che profumano di anni che non ci sono più. E l’artista ha ambientato in un’aia, a ridosso dell’argine del Po, la scenografia della presentazione, in un’atmosfera ricca di sapori e odori d’altri tempi, con le contadinelle vestite a tema, mentre nelle cucine venivano preparate ricette antiche.

Un «party» rupestre

, negli Umbi Studios, dell’ex bassista dei Nomadi Umberto Maggi (e componente dei Sorapis), dove Zucchero ha confezionato un album centrato sui ricordi, perfettamente calibrato, studiato e risolto in maniera divertente e personale: dai ritmi alle orchestrazioni agli arrangiamenti, alle parti vocali, all’invettiva nel comporre. Lo hanno aiutato, nei testi, il paroliere Pasquale Pannella («Dindondio» e «Rossa mela della sera») e Francesco De Gregori («Tobia»), John Lee Hooker, morto il 23 giugno scorso, due mesi dopo aver duettato con Sugar in «Ali d’oro». I «sample» (le campionature) sono stati lo spunto per plasmare, parte dei brani.

«Un disco meno rythm’n’blues e più soul.

Una volta ascoltavo Gaye, Redding, poi Eric Clapton mi ha fatto scoprire la sonorità ipnotica del Delta del Mississippi» ha precisato Zucchero che ha dato al disco l’inconfondibile marchio della casa, con testi dove non mancano i doppisensi e i giochi di parole». Il disco, volutamente, si rifà agli anni della Motown, tra Cinquanta e i Sessanta: quel periodo è pennellato con una nuova, incontaminata freschezza, arricchita solo nei suoni e nelle inevitabili migliorie tecnologiche dovute al tempo che passa. Ma lo spirito, la purezza, la rinfrescante armonia di quei suoni, il profumo e l’incoscienza, tutto è rimasto tale e quale rubando voci a dischi di spirituals e gospel di 50 anni fa , registrati a cappella e riscoperti grazie al lavoro del dj statunitense John ÒBrian che si è anche occupato della programmazione.

«Avevo voglia di sentirmi libero

, senza pensare cosa ho fatto e cosa farò – ha sottolineato -; non ho paura di sentirmi contaminato, di snaturalizzarmi. “Sento le campan” e “Music in me” sono decisamente energiche, così come “Porca l’oca” dove compare “What’s Ìd say” di Ray Charles. Il pezzo è uno di quelli con frasi dal doppio senso per giustificare una storia finita dopo aver scoperto che la lei era in realtà un lui (“guarda che foca …mi vuoi uccidere perchè, perchè sono come te!”). “Ali d’oro” è una classica soul-ballad, e anche “Auhm” (qui il sample è “Just the way you are” di Barry White) . Più lenta, con un finale in crescendo, è “Scintille”: «è un brano spirituale che riguarda la fede – ha detto Sugar -. In questo periodo sto bene, stranamente sono in sintonia con la vita, con le armonie del creato».

Il cd prosegue

con il già noto Bayla (qui c’è un drum sample da «Take me to the river»), e le ballads “Dindondio” (il sample è da “Oh Death where is the sting”). “Rossa mela della sera” (sample da “Choladas” di M. Vivanco), “Shake” e “Tobia” (dedicata al cane di Zucchero). L’album, scritto tra lo scorso inverno e primi mesi di quest’anno, tra la tenuta di Pontremoli (che Zucchero chiama Lunisiana soul), San Francisco, e il Delta del Po, è prodotto dallo stesso Sugar e Corrado Rustici e presenta, tra glu altri, Chance, una cantante di colore hip-hop che «mi ricorda Aretha Frannklin degli inizi».

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