IL MARE “INGOIA” L’ITALIA; -1,5 METRI DI SPIAGGIA IN MENO OGNI ANNO

IL MARE “INGOIA” L’ITALIA; -1,5 METRI DI SPIAGGIA IN MENO OGNI ANNO

Il fenomeno riguarda tutte le regioni, la situazione più grave si verifica però in Campania e Calabria

Un metro e mezzo di spiaggia in meno ogni anno. E’ il ritmo dell’erosione di gran parte dei 7.500 chilometri di costa italiana.

Il dato emerge dal rapporto di Legambiente “Mare Monstrum” ed evidenzia come il fenomeno sia causato anche e soprattutto dal cattivo utilizzo delle aree costiere. Interventi a fini industriali, spesso traumatici, causano ad esempio l’impoverimento dell’apporto di materiale solido da parte dei fiumi. L’azione continua delle onde sulla riva dovrebbe essere bilanciata dai nuovi banchi di sabbia formatisi proprio grazie ai sedimenti trasportati dai corsi d’acqua e depositati poi sulla costa. Questo processo naturale è ora notevolmente ostacolato da attività umane: infrastrutture costruite lungo il percorso dei fiumi ed escavazioni compiute nei loro letti si aggiungono alla realizzazione di porti e porticcioli che alterano il gioco delle correnti marine.

Anche i sistemi dunari sono stati irrimediabilmente danneggiati dal fenomeno: dal 1900 al 1990 sono andati distrutti i quattro quinti delle dune della penisola.

Il problema dell’erosione riguarda tutte le regioni bagnate dal mare anche se la situazione è particolarmente grave in Calabria e Campania. In queste due regioni, infatti, arenili su cui in passato fiorivano stabilimenti balneari sono ormai ridotti a strette lingue di sabbia.

La situazione regione per regione:

ABRUZZO: Il 25% del litorale è a rischio molto elevato ed un altro quarto a rischio elevato. I tratti più minacciati sono quelli all’altezza del settore centrale e delle foci dei fiumi.

BASILICATA: Il 92% della costa tirrenica è a rischio molto elevato. A determinare questa situazione sono gli insediamenti turistici, realizzati sfruttando tutto lo spazio disponibile. Nel settore ionico 24 chilometri di costa, sui 38 complessivi, sono ad elevato rischio. L’erosione provoca un arretramento della linea della riva di oltre 5 metri l’anno.

CALABRIA: Gran parte delle spiagge tirreniche è a rischio molto elevato di erosione per la realizzazione, a breve distanza dalla battigia, di strutture connesse ad insediamenti urbani. Lungo il versante ionico il fenomeno erosivo è meno diffuso: i tratti a rischio molto elevato sono il 44% dei litorali sabbiosi e sono concentrati nella zona più meridionale.

EMILIA ROMAGNA: Il 13% dei litorali è considerato a rischio molto elevato. i tratti più minacciati sono quelli in corrispondenza delle Valli di Comacchio, fra i fiumi Savio e Rubicone a nord del Conca. All’erosione contribuisce anche l’estrazione del gas al largo dell’Adriatico.

FRIULI VENEZIA GIULIA: Non sono presenti tratti a rischio molto elevato. Ad essere minacciata è soprattutto la fascia costiera che si estende dai litorali lagunari al lembo più occidentale della regione.

LAZIO: Il 18% delle spiagge è a rischio molto elevato ed il 42% a rischio elevato. Fra i tratti più esposti, i settori a cavallo dellla foce del Tevere: nel tratto Fregene-Fiumicino l’erosione interessa il 76% della costa e tra Fiumicino ed Ostia questa percentuale sale all’87%. Punte significative si registrano anche tra Nettuno e Sabaudia e tra San Felice Circeo e Sperlonga.

LIGURIA: Dei 211 chilometri di spiagge, 32 sono a rischio molto elevato, concentrati prevalentemente a sud-ovest di Capo Noli e lungo le spiagge del settore appenninico (Lavagna e Marinella).

MARCHE: Il 14% delle spiagge è a rischio erosione. Il fenomeno riguarda soprattutto le zone a nord delle foci dei fiumi Tronto, Potenza, Esino e Cesano.

SARDEGNA: Le spiagge a rischio molto elevato sono soltanto 7 sulla costa orientale e 9 su quella meridionale, mentre quelle sul versante occidentali restano quasi immuni dai processi erosivi per l’assenza di insediamenti e strade lungo la costa.

SICILIA: Lungo la costa settentrionale i tratti a rischio molto elevato si estendono per 73 chilometri. Sul versante est e a sud dell’isola, i chilometri a rischio molto alto sono rispettivamente 32 e 29.

TOSCANA: Dei 190 chilometri di spiagge toscane, circa la metà è soggetta ad erosione. I tratti in cui il rischio è molto elevato sono pari al 17% e si concentrano soprattutto in corrispondenza dei delta dell’Arno e dell’Ombrone e delle foci dei fiumi minori.

VENETO: Dodici chilometri sui 160 di spiagge venete sono a rischio erosione molto elevato: 2 km immediatamente a sud della foce del Tagliamento e 10 in prossimità del lido di Pellestrina, all’estremità meridionale della laguna veneta.

Tabella Riassuntiva:

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