Ora la droga arriva anche per posta

Cronaca

Uno dei meccanismi adottati da spacciatori e acquirenti di droga per evitare di incappare nei controlli delle forze dell’ordine è quello, anche se non nuovissimo, di fare ricorso al servizio postale o alla spedizione via corriere espresso. Nessuno scambio per strada, nessun contatto fisico tra pusher e cliente. Troppo rischioso. La contrattazione e l’acquisto si fanno on line, sfruttando le possibilità offerte da internet e dai social network, quindi il pagamento del prezzo pattuito servendosi di una carta prepagata, infine l’invio dello stupefacente con un anonimo pacco che arriva a domicilio.

È ciò che hanno scoperto soltanto pochi giorni fa i carabinieri di Reggio, che hanno intercettato una busta con 200 grammi di cocaina destinata a un giovane di Campagnola. Le indagini per risalire al mittente e per cercare di capire se di questo canale si siano servite altre persone sono ancora in corso. Chi utilizza queste modalità sono soprattutto giovani e giovanissimi, che hanno dimestichezza con la rete.

Ed è sugli studenti che frequentano gli istituti superiori di città e provincia che l’Arma reggiana sta concentrando la propria attenzione da alcuni mesi. Grazie anche alla collaborazione dei presidi, i risultati ci sono stati. Hanno dato frutti i controlli tradizionali con cani antidroga al polo di via Makallè e allo Zanelli, ma anche al Gobetti di Scandiano e al D’Arzo di Montecchio.

È delle scorse settimane il ritrovamento di cocaina fra gli scooter nel parcheggio di via Makallè. All’istituto agrario Zanelli hashish e marijuana erano nei bagni. Stesse sostanze che, al Gobetti, all’arrivo dei carabinieri qualcuno ha tentato di nascondere su un davanzale, mentre una ragazza aveva hashish nello zaino. Nei guai, denunciati o segnalati come assuntori, cinque studenti dell’istituto D’Arzo di Montecchio: durante diversi controlli i carabinieri hanno trovato un diciassettenne con alcune dosi di marijuana tra i libri, un coetaneo l’aveva nascosta negli slip, alla vista dei militari altri due hanno tentato di gettarla. Altri due ancora, evidentemente fin troppo sicuri di farla franca, la droga se la stavano tranquillamente fumando prima di iniziare le lezioni.

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