Mostra Invito a Tavola Roma

INVITO A TAVOLA

Un’eccezionale mostra di ceramiche racconta la storia di Roma “a tavola”. Si tratta di una bella occasione per recarsi nella capitale e ripercorrere le abitudini dei romani, amanti per antonomasia del buon cibo, attraverso straordinari suppellettili da mensa.

Sono stati selezionati circa 200 pezzi, allestiti seguendo un ordine cronologico che spazia dal Medioevo al Settecento. Ne risulta un catalogo di tipi e forme, decorazioni e colori in grado di raccontare la stratigrafia del territorio e, soprattutto, la vita quotidiana.

In molti casi gli elementi decorativi di piatti e brocche si ritrovano oggi nella produzione contemporanea di vasellame. Nell’anno mille il servizio da cucina prevede soprattutto l’uso dell’olla posta sul focolare, su un treppiede o a fianco alla brace per la cottura di cibi semoplici, zuppe, minestre e stufati.

In seguito si produrranno numerosi cambiamenti: dalla comparsa nel 1200 di una produzione decorata che risponde alle esigenze di una popolazione più benestante, alla Maiolica Arcaica del secolo successivo caratterizzata da una vasta gamma di decori dipinti in verde ramina o azzurro e in bruno manganese su smalto.

Tra Quattrocento e primo Cinquecento su Roma gravitano le famiglie più ricche e potenti dell’epoca; si assiste a un generale rinnovamento della città che attira artisti e artigiani da ogni parte d’Italia. In questo periodo è caratteristico il servizio con decoro centrale, circondato da una cornice a scaletta nei boccali, da una raggiera di monticelli in piatti e alzate e da linee parallele nelle ciotole carenate.

A partire dal tardo Cinquecento si afferma un nuovo gusto: si preferiscono servizi bianchi o con decorazioni leggere. Infine nei due secoli successivi si esauriscono le produzioni policrome; una vasta gamma di ceramiche è decorata con il solo blu ed è ispirata ai prodotti liguri.

Invito a Tavola. Ceramiche Medievali e Moderne alla Crypta Balbi.

Museo Nazionale Romano – Crypta Balbi, Roma.

9 luglio – 26 dicembre 2010.

Autore: Matilde Bonatti

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