Anche Cenerentola visita il bambinello

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14:19 – giovedì 05 marzo 2009

Cenerentola, Compagnia Carlo Colla e figli

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Anche Cenerentola visita il bambinello

Con cosa iniziare, di questi tempi, se non con la segnalazione di un appuntamento che più natalizio di così non potrebbe essere, La capanna di Betlemme, una “sacra rappresentazione” per marionette che la compagnia Carlo Colla e Figli ha riesumato dall’inesauribile repertorio di famiglia? Lo spettacolo, in scena da martedì 23, e per tutto il periodo delle feste, al Teatro Studio di Milano, propone – quale ulteriore motivo di attrattiva – l’aggiunta delle musiche eseguite dal vivo e cantate da un soprano. La versione originale della Capanna di Betlemme venne presentata per la prima volta dai Colla nel 1835, ma il copione attuale è quello rielaborato da Carlo II Colla circa un secolo dopo, e adattato ora da Eugenio Monti Colla, che ne firma la regia: l’intento è quello di creare uno struggente clima da presepe, ricostruendo il minuto intreccio delle figurette di contorno, i pastori, i re magi, gli animali. Per l’occasione, la breve azione viene rappresentata insieme alla fiaba musicale Cenerentola.

Sempre a Milano, da lunedì 22, Moni Ovadia riprende al Teatro Studio il suo Oylem Goylem, lo spettacolo che una quindicina d’anni fa ha consacrato il talento di questo grande esploratore della cultura ebraica: si tratta – secondo la formula che gli è forse più congeniale – di un denso intarsio di storielle yiddisch, aneddoti, battute folgoranti e trascinanti musiche klezmer. Il tema, che percorre l’intero canovaccio come un filo invisibile, è quello della diaspora, della dolente condizione di tutti i popoli in esilio.

Al Teatro della Tosse di Genova, fino a domenica 21, si esibiscono Ville Walo e Kalle Hakkarinen, un insolito duo finlandese che presenta Odotustila (“Waiting room”), una performance sull’attesa e sugli spazi ad essa destinati – ogni sorta di sale d’aspetto – nonché sui passatempi che si inventano per riempire questi vuoti: lo spettacolo mescola tecniche circensi di giocoleria e illusionismo all’uso di video che sorprendentemente prolungano i trucchi dei due artisti in uno spazio virtuale.

Infine, si concludono venerdì 19 al cine-teatro Baretti di Torino le repliche di Underwork, lo spettacolo del gruppo veronese Babilonia Teatri nato prima del successo con cui è stato accolto Made in Italy (leggi la recensione): il copione parte alla lontana dai temi del precariato giovanile, senza però alcun intento di analizzare il fenomeno o indagarne possibili soluzioni. È ironicamente costruito, come l’altro, per frasi fatte e luoghi comuni, ma stavolta i personaggi sono a mollo in tre vasche piene d’acqua o impegnati a inseguire tre galline. Altre rappresentazioni in gennaio a Vicenza e Bologna.

di renato palazzi

Room A Thousand Years Wide
Love Will Tear Us Apart