Dal campo di Ripa

SALE IN CATTEDRA IL RIPA: ORVIETANA BOCCIATA.

Troppo presto la formazione di Carmelo Bagnato si è seduta sugli allori ed è stata conseguentemente e meritatamente schiacciata da un Ripa che, mai domo, ha compiuto un passo in più verso la salvezza. Subito in attacco la formazione della rupe, tanto che al primo minuto, su un lancio proveniente dalla metà campo, il portiere di casa Aristei pasticcia

liberando un pallone nella propria area sul quale Cioci si avventa come un falco, dribbla lo stesso Aristei e da posizione angolata infila la porta perugina dopo appena 40 secondi. Uno 0 – 1 che sembra fare da preambolo ad una goleada biancorossa, ma le cose andranno in maniera totalmente opposta. Su un campo ai limiti della decenza e della praticabilità, infatti, il Ripa non si abbatte ed inizia la sua rincorsa al pareggio; la sorte vuole che l’attaccante di casa Barbacci sia costretto ad abbandonare il terreno di gioco al ‘6 per una brutta storta: gli subentra Micillo, che si rivelerà un vero protagonista ed autentica spina nel fianco per la difesa orvietana. Di qui si prosegue con un Ripa arrembante e determinato a recuperare ed un’Orvietana persa, inconcludente e clamorosamente innocua; il pareggio dei

padroni di casa arriva al ’24 quando, su suggerimento di Aronni, Procacci, apparentemente in netta posizione irregolare, raccoglie ed a tu per tu con Placidi non può sbagliare; per l’arbitro è tutto regolare quindi il risultato si porta sull’1 – 1.

L’Orvietana si rende conto di subire, ma sembra fregarsene ed anche nella ripresa lascia il pallino del centrocampo al Ripa, che approfitta e continua a fare il suo gioco impensierendo in molteplici occasioni la squadra del presidente Pizzardi, fino ad arrivare al meritatissimo raddoppio: su punizione del solito Aronni,. Placidi pasticcia clamorosamente in area lasciandosi sfuggire il pallone, che va a finire tra i piedi di Baldassarri il quale al ’53 sigla la rete del sorpasso.

Neanche a questo punto l’Orvietana accenna ad una reazione ed è sempre il Ripa a comandare, vedendosi negare un presunto quanto evidente calcio di rigore per atterramento in area di Procacci da parte di Placidi. Così finisce l’incontro e i ragazzi della rupe tornano negli spogliatoi infangati ed amareggiati, ma soprattutto colpevoli di troppa presunzione; si sono sentiti infatti già promossi in serie D, si sono adagiati su un vantaggio fortuito e casuale; fino a qui ci potrebbe anche stare, ma la colpa più grave è stata quella di non aver reagito vedendo che le cose si mettevano male; forse i ragazzi di Mr. Bagnato non ricordano bene dalla scorsa stagione, quanto la volontà e il traguardo della salvezza facciano pericolosa anche la squadra apparentemente più innocua. Difficile stabilire chi abbia giocato bene o male nello sbando completo visto al comunale di Ripa, in una partita, tutto sommato molto corretta; va data sicuramente una nota positiva all’intramontabile capitan Cochi, per la sua volontà ed il suo impegno, per il resto è buio pesto. Discutibili molte

scelte del Mr. Carmelo Bagnato, che, con Badini e Cucciardi fuori, tiene a sedere Piccolo in panchina, schierando Mazza come seconda punta ed affidando il centrocampo a Chiasso, Bonanno, Polleggioni ed Ermini, quest’ultimo in una delle sue giornate peggiori, forse anche in virtù della posizione più avanzata del solito. Piccolo entra in campo insieme a Mariani e Ciuco solamente a pochi minuti dalla fine, entrando subito in partita, ma, a nostro avviso, certi cambi, o si effettuano al momento giusto, oppure appaiono del tutto inutili quando il triplice fischio finale è imminente e si deve raddrizzare un risultato. Nel Ripa, con tutto il rispetto per l’infortunato Barbacci al quale vanno i nostri auguri di un veloce recupero, ci si chiede il motivo per il quale un gioiello del calibro di Micillo sarebbe stato tenuto in panchina in condizioni normali; elogio particolare anche all’infaticabile Procacci, autentica “locomotiva” della formazione di casa.

Davide Breccia

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