

Il mio cuore umano
Regia e sceneggiatura: Costanza Quatriglio.
Titolo preso a prestito dal romanzo autobiografico della cantante, "Il mio cuore umano" è un viaggio attraverso i luoghi e le emozioni di Nada Malanima che con generosità e piglio sincero ripercorre la propria vicenda di donna e di artista. Cresciuta nella campagna toscana tra gli anni Cinquanta e Sessanta e divenuta cantante per volontà della madre, Nada quindicenne diventa subito l’icona di una intera generazione. Oggi, con la libertà propria di un’artista che vive un’altra giovinezza, ci racconta quello strappo dal mondo rurale e fa i conti con la vita e le contraddizioni di un mestiere amato profondamente.
Presentato al Festival del film di Locarno l' 11 agosto 2009, "Il mio cuore umano" è voce, è Nada, è un taglio al silenzio che consuma certi silenzi, diario delle molte cose dette con gli occhi, solo con gli occhi, raccontate a piene mani, con i piedi nudi a lasciare passi su un tappeto di tempo che disegna cerchi concentrici, intersezioni d’ombre e incanti, solitudine e appagamento.
Nada e la sua gran voce, bagaglio e cappio nel cambiamento, dallíinfanzia al duro mondo di certa canzone, delle cose, dell'impertinenza, delle domande ad ogni costo; del futuro da mordere, da strappare a forza di lacrime all'ipotesi, all'ingenuità, futuro da affidare all'autenticità al costo della privazione, del distacco.
Protagonista e complice della propria storia, Nada si racconta, si legge, canta, incontra se stessa nel frangente di una malinconia che non conosce finzione: gli aneddoti dell'infanzia, i primi palchi, il successo; gli amori veri, rari, le illusioni, il cambiamento, la pioggia.
Dal tepore autunnale, il film germoglia sullo schermo, con Nada al centro e sua madre ovunque, con la campagna a scandire gli accordi, i passi, come a dire infinito, vento, un "tutto da capo" plausibile. Documentario del ritorno: ritorno al ricordo, ad un oggi costantemente in fieri, allíItalia díallora, ai legami, alle canzoni che non possono invecchiare, che non invecchieranno, a quelle che sono grembo di una bella vita, di una bella storia fatta di tutto quasi fosse niente.
La regista Costanza Quatriglio sottolinea: "Leggendo il libro di Nada ho subito capito che mi sarei divertita a creare i percorsi visivi e sonori per il suo cuore umano. Nel film il racconto procede per canzoni e narra una storia tutta italiana, che oggi ci appare modernissima. Con piacere, quindi, e assecondando il mio stupore per una voce originale e potente, ho portato a termine questo racconto breve e appassionato ascoltando la voce di Nada immersa nel vento, nella quiete della campagna, nel suono delle sirene delle navi al porto di Livorno".
E la protagonista, Nada, ribatte: Quando ho capito che l’idea di Costanza era nata dall’interesse vero e profondo per il mio libro e per il mio lavoro di cantante e autrice mi sono convinta e mi sono lasciata guidare in un percorso intimo raccontando anche il privato con sincerità e verità, e ne è venuta fuori una storia umana e piena d’emozione. Grazie a Costanza e alla sua delicatezza e sensibilità.