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musicaromanzo

MUSICAROMANZO
ispirato e tratto da
"Il mio cuore umano" di Nada Malanima
di e con Nada
Regia di Alessandro Fabrizi
Disegno luci di Andrea Violato
Musiche di Nada
PRODUZIONI FUORIVIA
teatro Nada 02
teatro Nada 02
Se il teatro è stato certamente parte del percorso di artista curiosa e passionale (molti ricorderanno i suoi lavori con Bosetti, Messeri, Fo), con MUSICAROMANZO Nada si mette per la prima volta totalmente in gioco, totalmente a nudo. Sola in scena, in una scenografia scarna, scura, quasi “garage”, una sorta di “non-luogo” dell’anima, si muoverà leggera a raccontare una storia onirica fatta di visioni, parole, cantilene che diventano musica, una storia che si intreccia con la sua storia più intima e profonda fatta di piccoli ma fondamentali episodi di vita.

LO SPETTACOLO

IL MIO CUORE UMANO è un romanzo che racconta la storia di un’infanzia e di un’adolescenza nella Toscana tra gli anni ‘50 e ‘60, di un’educazione sentimentale indimenticabile e selvaggia alla vita, delle vicende di una famiglia toccata dall’amore e dalla follia. E’ la storia autobiografica e poetica di un mondo che non esiste più, dove l’essenza magica della natura, il tempo che passa, la pazzia, la passione, la morte, il diventare grandi sono un canto narrativo semplice e profondo che vibra di una forza misteriosa e struggente. Da questa storia nasce “MUSICAROMANZO“, storie, poesie, prosa e canzoni, incontri e scoperte per dar vita ad un romanzo in musica che racconta le visioni, i sogni, gli amori, le ferite e le paure nella ricerca di un equilibrio tra l’ingenuità del passato e la conquista del futuro. Nada nel corso del tempo attraversa quei sentimenti che formeranno il bagaglio personalissimo del suo fragile ma forte “cuore umano”, dove “si affanna nei sentimenti che si involano e fanno solchi dentro le teste” e incontra mandibole, scorpioni, temporali, colpi che diventano bombe poi cannoni e pillole di ogni colore. MUSICAROMANZO è musica con parole dette e recitate, parole che si cantano anche.

Nello spettacolo vengono eseguite le canzoni: SENZA UN PERCHE' (Nada) \ PIOGGIA D'ESTATE (Nada) \ BOLERO (Nada) \ PIANTAGIONI DI OSSA (Nada – inedito) \ TUTTO A POSTO (Nada) \ LUNA IN PIENA (Nada) \ GUARDAMI NEGLI OCCHI (Nada) \ RACCOGLITI (Nada – inedito)

LE NOTE DI REGIA
Ho incontrato Nada nel 1995. Ma come tanti altri la conoscevo da sempre. Da quando “il sole è stanco e a letto presto se ne va”, per capirci. Lei si era prestata gentilmente a leggere il prologo di un mio “Studio per Le Onde di Virginia Woolf” al Teatro Due di Roma. Poi, negli anni seguenti, parlammo di tanti progetti teatrali (mai realizzati): la Locandiera, la Libellula di Amelia Rosselli, la Centuria di Manganelli, Crave di Sarah Kane… Finché un giorno Gerri e Nada mi convocarono nel loro convento privato in Maremma e mi presentarono “Musicaromanzo”: lei aveva scritto e lui aveva assemblato un flusso di immagini taglienti, vibranti, abbaglianti. Un flusso di immagini che scorrono accanto al discorso, lo precedono, per così dire, lo rasentano. Non si fanno mai storia ma rivelano le percezioni di un’anima inquieta, in continuo movimento, disperata e gioiosa. Da subito “Musicaromanzo” mi è apparso come una biografia molto singolare, con pochissimi fatti e moltissime sensazioni, un romanzo in cui a essere in primo piano non sono gli episodi che inanellati raccontano una vita, ma la percezione degli eventi, per come esplodono dentro di noi e toccano la nostra coscienza, al suo livello più profondo, là dove incessanti fluiscono immagini in movimento. Qui insomma Nada mette a nudo ciò che le scorre sotto la pelle. Tante parole che quasi non sono parole, ma una musica, appunto. Un discorrere di immagini. Mentre scrivo osservo che questo flusso di immagini che si dispiega in quasi discorso è parente dei soliloqui nelle Onde della Woolf, che è stato il luogo del nostro incontro. Ma l’analogia finisce qui. La musica delle immagini di Nada è tutta sua, così singolare come la sua voce. E’ possibile, ci siamo chiesti, attivare questo flusso in teatro? Condividere questo mondo personalissimo, privato di discorso? La sfida è questa: un teatrino qualunque, un palchetto ambulante, da strada, dove Nada riattiva la sua coscienza inquieta. E chissà che grazie alla purezza del suo sguardo introspettivo, questo mondo interiore non si faccia floridamente scenico, pubblico, non si esponga all’aperto e contatti l’interiore flusso di immagini di chi assiste, con le orecchie, con gli occhi, con il proprio cuore umano… Alessandro Fabrizi