MUSICA ROMANZO
il Debutto
lo Spettacolo
la Turnee
le Note di Regia
il Debutto

PRODUZIONI FUORIVIA
in collaborazione con Teatro Giacosa di Ivrea e il Contato del Canavese

Presenta

Nada
in MUSICAROMANZO

Debutto domenica 22 novembre ore 21
Teatro Giacosa di IVREA

Debutta il 22 novembre 2009 al Teatro Giacosa di Ivrea per poi proseguire con una lunga tournée italiana, il nuovo spettacolo targato PRODUZIONI FUORIVIA con NADA MALANIMA.
Nada siamo abituati a pensarla come cantante, come la ragazzina quindicenne che ha incantato e infiammato il Teatro Ariston, con la canzone “Ma che freddo fa”, fino alla donna che ha saputo dare un brivido rock all’edizione 2007 del Festival di Sanremo con “Luna in piena”. Qui la troveremo invece in una veste per molti aspetti inedita. Se il teatro è stato certamente parte del suo percorso di artista curiosa e passionale (molti ricorderanno i suoi lavori con Bosetti, Messeri, Fo), con MUSICAROMANZO Nada si mette per la prima volta totalmente in gioco, totalmente a nudo. Sola in scena, in una scenografia scarna, scura, quasi “garage”, una sorta di “non-luogo” dell’anima, si muoverà leggera a raccontare una storia onirica fatta di visioni, parole, cantilene che diventano musica, una storia che si intreccia con la sua storia più intima e profonda fatta di piccoli ma fondamentali episodi di vita.

La regia è di Alessandro Fabrizi, le luci di Andrea Violato.

lo Spettacolo
 

MUSICAROMANZO
ispirato e tratto da Il mio cuore umano di Nada Malanima
di e con Nada
Regia di Alessandro Fabrizi
Disegno luci di Andrea Violato
Musiche di Nada
PRODUZIONI FUORIVIA

IL MIO CUORE UMANO è un romanzo che racconta la storia di un’infanzia e di un’adolescenza nella Toscana tra gli anni ‘50 e ‘60, di un’educazione sentimentale indimenticabile e selvaggia alla vita, delle vicende di una famiglia toccata dall’amore e dalla follia. E’ la storia autobiografica e poetica di un mondo che non esiste più, dove l’essenza magica della natura, il tempo che passa, la pazzia, la passione, la morte, il diventare grandi sono un canto narrativo semplice e profondo che vibra di una forza misteriosa e struggente.
Da questa storia nasce “MUSICAROMANZO“, storie, poesie, prosa e canzoni, incontri e scoperte per dar vita ad un romanzo in musica che racconta le visioni, i sogni, gli amori, le ferite e le paure nella ricerca di un equilibrio tra l’ingenuità del passato e la conquista del futuro.
Nada nel corso del tempo attraversa quei sentimenti che formeranno il bagaglio personalissimo del suo fragile ma forte “cuore umano”, dove “si affanna nei sentimenti che si involano e fanno solchi dentro le teste” e incontra mandibole, scorpioni, temporali, colpi che diventano bombe poi cannoni e pillole di ogni colore.
MUSICAROMANZO è musica con parole dette e recitate, parole che si cantano anche.
E da “Il mio cuore umano” è stato realizzato anche un film di Costanza Quatriglio, prodotto da Angelo Barbagallo per Rai Tre, e destinato ad avere, oltre al naturale sbocco televisivo (è stato programmato il 20 agosto su Rai 3), una distribuzione in DVD. Il film è stato inoltre presentato in anteprima e con grande successo al Festival Internazionale di Locarno l’11 agosto.

Nello spettacolo vengono eseguite le canzoni :

SENZA UN PERCHE' (Nada)
PIOGGIA D'ESTATE (Nada)
BOLERO (Nada)
PIANTAGIONI DI OSSA (Nada – inedito)
TUTTO A POSTO (Nada)
LUNA IN PIENA (Nada)
GUARDAMI NEGLI OCCHI (Nada)
RACCOGLITI (Nada – inedito)

la Tournee

 

22 novembre: IVREA (TO), Teatro Giacosa
26, 27 e 28 novembre: MILANO, Teatro Libero
29 novembre: SANT’AGATA BOLOGNESE (BO), Teatro Bibiena

1° dicembre: CONSELICE (RA), Teatro Comunale
2 dicembre: SASSO MARCONI (BO), Teatro Comunale
3 dicembre: CAMPIONE D’ITALIA (CO), Auditorium “Mons. Piero Baraggia”

11 gennaio: SPILIMBERGO (PN), Cinema Teatro Miotto
13 gennaio: LOANO (SV), Cinema Teatro Loanese
14 e 15 gennaio: SETTIMO T.SE (TO), Teatro Garibaldi
16 gennaio: CARAGLIO (CN), Teatro Civico
17 gennaio: BRESSO (MI), Centro Civico Sandro Pertini
19 gennaio: MARTINA FRANCA (TA), Teatro Verdi
20 gennaio: CONVERSANO (BA), Teatro Norba
21 gennaio: LATIANO (BR), Teatro Olmi

la Note di Regia

 

Ho incontrato Nada nel 1995. Ma come tanti altri la conoscevo da sempre. Da quando “il sole è stanco e a letto presto se ne va”, per capirci. Lei si era prestata gentilmente a leggere il prologo di un mio “Studio per Le Onde di Virginia Woolf” al Teatro Due di Roma. Poi, negli anni seguenti, parlammo di tanti progetti teatrali (mai realizzati): la Locandiera, la Libellula di Amelia Rosselli, la Centuria di Manganelli, Crave di Sarah Kane…

Finché un giorno Gerri e Nada mi convocarono nel loro convento privato in Maremma e mi presentarono “Musicaromanzo”: lei aveva scritto e lui aveva assemblato un flusso di immagini taglienti, vibranti, abbaglianti. Un flusso di immagini che scorrono accanto al discorso, lo precedono, per così dire, lo rasentano. Non si fanno mai storia ma rivelano le percezioni di un’anima inquieta, in continuo movimento, disperata e gioiosa. Da subito “Musicaromanzo” mi è apparso come una biografia molto singolare, con pochissimi fatti e moltissime sensazioni, un romanzo in cui a essere in primo piano non sono gli episodi che inanellati raccontano una vita, ma la percezione degli eventi, per come esplodono dentro di noi e toccano la nostra coscienza, al suo livello più profondo, là dove incessanti fluiscono immagini in movimento. Qui insomma Nada mette a nudo ciò che le scorre sotto la pelle. Tante parole che quasi non sono parole, ma una musica, appunto. Un dis-correre di immagini. Mentre scrivo osservo che questo flusso di immagini che si dispiega in quasi discorso è parente dei soliloqui nelle Onde della Woolf, che è stato il luogo del nostro incontro. Ma l’analogia finisce qui. La musica delle immagini di Nada è tutta sua, così singolare come la sua voce. E’ possibile, ci siamo chiesti, attivare questo flusso in teatro? Condividere questo mondo personalissimo, privato di discorso? La sfida è questa: un teatrino qualunque, un palchetto ambulante, da strada, dove Nada riattiva la sua coscienza inquieta.

E chissà che grazie alla purezza del suo sguardo introspettivo, questo mondo interiore non si faccia floridamente scenico, pubblico, non si esponga all’aperto e contatti l’interiore flusso di immagini di chi assiste, con le orecchie, con gli occhi, con il proprio cuore umano…
Alessandro Fabrizi

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